Avventura sul Grigno


di Nicola Mussato

avventuragrigno01Dopo vent’anni di pesca in Piave finalmente arriva l’occasione per una pescata in un torrente di montagna, mio grande sogno. Il mistero di questo ambiente e i tanti dubbi sulla tecnica e sull’attrezzatura svaniscono subito appena mi appare il torrente davanti. Per arrivare sul Grigno si percorre la trafficata statale della Val Sugana (uscita dalla A22 Trento poi si prosegue per la citata SS47 Valsugana) si prende l’uscita per Strigno e si continua verso Pieve Tesino. Arrivati qui si trova un bivio con un distributore Tamoil (località Biasioli) e si gira a sinistra verso Val Malene e il Passo Brocon. Ora si entra in una dimensione molto più tranquilla, con la strada che si arrampica sulla montagna e costeggia il torrente nel suo basso corso. Arrivivamo al Bar Malene che è il punto di riferimento per permessi e consigli, una simpatica e molto disponibile guardia da indicazioni, oltre che di pesca, anche di raccolta funghi e quant’altro viene chiesto.

avventuragrigno02IL PRIMO PONTE
Compilato il permesso mi avvio verso il torrente. La zona adiacente al bar è un tratto per la pesca a mosca (ben tabellato) che termina presso un ponte da dove comincio la mia avventura. Scrutando l’acqua penso alla montatura migliore e scelgo la corona. Qui il torrente ha livelli piuttosto bassi, con molte buchette e tane sotto i massi, insomma il classico scenario che tante volte ho visto nelle riviste. Apro la fidata Artico T505 da 6 metri e scelgo una corona con quindici pallini del 3 alla quale ho collegato un terminale del 0,16 da 25-30 centimetri di lunghezza con un amo del 5 per innescare un bel verme (passo all’8 con le camole) su una madra lenza gialla del 0,20. E adesso via in pesca! Le prime timorose calate mi fanno prendere ben presto confidenza con questa lenza e le catture arrivano con un buon ritmo, in ogni tana c’è una trota, che però non sono sempre disposte ad una seconda “puntura”. Risalgo il torrente e trovo certe buche che tolgono il fiato per la bellezza. Qui è quasi d’obbligo stare con i piedi in acqua per la conformazione di sponda e alveo e questo porta a prestare molta attenzione, spostarsi silenziosi e sfruttare ogni minimo posto d’ombra per osare di più. Provo anche con una spirale molto leggera e con delle spaccatine ma la resa non è la stessa. Nelle buche è meglio applicare un galleggiante a pallina che risulta efficace anche senza piombo.

avventuragrigno03IL SECONDO PONTE
Nella risalita si trova un’altro ponte (in corrispondenza di un campeggio) e il torrente diventa veramente tecnico. La pendenza aumenta e il corso diventa più variegato, per raggiungere le tane più nascoste bisogna aguzzare l’ingegno e la mano. Le catture sono un pò più rade ma sempre di qualità e dopo aver aggirato un grosso masso mi ritrovo con il torrente Tolvà che si getta nel Grigno appena sopra il campeggio. Sarebbe da provare, ma per questo ci vuole un’altro permesso e quindi proseguo ancora, nella buca davanti a me il torrente mi regala una bella cattura e mi fà capire che per oggi ha dato molto, mi siedo a contemplare e godere questo piccolo paradiso. Proseguendo, il torrente passa sotto ad un’altro ponte per poi formare una bella buca (ben pescabile anche a spinning o a mosca) e scorrere per un tratto nel sottosuolo. Più a monte si arriva nella zona del Lago di Malga Sorgazza (si raggiunge anche in auto per un’altra strada) e poi si può proseguire verso il Lago di Cima d’Asta attraverso sentieri ben tenuti fino all’origine del Grigno, unendo una gran bella camminata alla nostra passione.

avventuragrigno04UN’ESPERIENZA DA RICORDARE
Durante il tragitto di ritorno all’auto penso a questa bella giornata di pesca da “principiante del torrente” e mi prometto di incoraggiare tutti i pescatori che si avvicinano ad una tecnica nuova (ma anche a chi si avvicina alla pesca per la prima volta) di provare, di buttarsi senza timori, seguendo i più semplici consigli e soprattutto l’istinto. Quando i risultati arriveranno la soddisfazione sarà grande, sopratutto se ci si è messo qualcosa di proprio. L’ultimo suggerimento è di non dimenticare mai che la pesca e il rispetto della natura devono andare a braccetto. Facciamoci ambasciatori di questo.

©2008 Nicola Mussato