Rogge novaresi


di Walter Scandaluzzi

roggenovaresi01La pianura padana, quindi anche il novarese, è un intreccio continuo di canali più o meno grandi costruiti dall’uomo fin dall’antichità. Le rogge non sono altro che canali artificiali alimentati da un corso d’acqua naturale o da risorgive, oppure alimentate dai cosiddetti “canali derivatori”. Alcuni di essi sotto l’aspetto esteriore sono molto più simili a corsi d’acqua naturali che artificiali, anche se la cementificazione tocca anche loro come d’altronde fiumi e torrenti. In questo itinerario intendo parlare della Roggia Mora e delle due principali derivazioni che ne scaturiscono cioè la Busca e la Biraga. Il canale di derivazione che origina queste ultime è uno solo: il cosiddetto “diramatore” Mora-Busca. La Roggia Mora origina dal Sesia pedemontano in quel di Prato Sesia, attraversa dapprima la cittadina di Carpignano e successivamente le campagne e le periferie di Ghemme e Briona per poi confluire nel torrente Agogna e riuscirne con lo stesso nome (ma altre acque) più a valle.

roggenovaresi02La popolazione di trote è quindi in comune con quella del noto fiume piemontese e infatti parliamo anche di belle Marmorate che convivono con le numerose Fario e Iridee. Il tratto iniziale della Roggia Mora è libero, poi verso valle è in concessione all’Associazione di Ghemme e alla FIPSAS Novara fino ad arrivare al tratto più cospicuo in gestione al C.A.Ge.P. che gestisce anche i corsi di Busca e Biraga. In queste due rogge minori sono seminati esclusivamente avannotti di trota Fario e Iridea mentre nella più grande e frequentata Mora, fino alla “Passerella Merlini” che si trova oltre Briona, si immettono anche Iridee adulte “pronta cattura”. Inoltre vengono effettuate immissioni sperimentali di piccoli Lucci e Temoli. Posso anche sbilanciarmi citando uno dei tratti migliori della Busca che, secondo me, è la zona No-Kill proprio all’interno del paese di Carpignano mentre quello che preferisco della Mora è appena a valle del tratto pregiato.

roggenovaresi03Nelle acque descritte non mancano certo altri pesci, specialmente nel tratto terminale della Mora, come grosse carpe o quasi imprendibili cavedani che nella chiara e non profonda acqua fanno “marameo” ai pescatori restando preda soltanto di minnows sapientemente manovrati. Per insidiare le trote la tecnica più redditizia rimane quella al tocco con le varie esche naturali ed in secondo luogo spinning e mosca. A chi ama praticare lo spinning suggerisco di utilizzare canne cortissime (anche di soli 150-180 centimetri) in particolare per le due rogge minori dove in molti tratti occorre procedere in acqua più che sulle sponde. Sarà quindi necessario dotarsi di stivali cosciali o wader per operare una corretta azione di pesca risalendo verso monte alla ricerca degli spot migliori. Le acque sono classificate e regolamentate in diverso modo, è bene quindi consultare le normative prima di organizzare le battute di pesca. Le Guardie Volontarie della P.I.A. (Polizia Ittica Ambientale) che sono addette alla sorveglianza svolgono un buon lavoro, apprezzato sia dai pescatori locali che dai foranei che volentieri frequentano queste zone.

roggenovaresi04Per pescarvi occorre essere in possesso della Licenza governativa e richiedere tessera associativa o permesso giornaliero al C.A.Ge.P. (quota annua 60 euro, permesso giornaliero 8 euro) che consentono la pesca in tutte le acque della concessione. La stagione di pesca alla trota nella Regione Piemonte va dall’ultima domenica di febbraio alla prima domenica di ottobre. Per ulteriori info e aggiornamenti su permessi e normative telefonare allo 0321/410510 nei pomeriggi dei giorni feriali. La pianura novarese e le sue borgate attirano numerosi turisti e pescatori buongustai. In questi luoghi ancora poco compromessi si mangia bene e si beve ancora meglio, ci troviamo infatti in una terra che offre dei vini rossi che definisco (senza esagerare) tra i migliori al mondo. Alberghi e trattorie sono presenti a bizzeffe, vi basterà fare una ricerca sulla rete Internet per informarsi riguardo la grande offerta di ricettività della zona. L’uscita autostradale consigliata è quella di Ghemme-Romagnano Sesia sulla Voltri-Sempione oppure quella di Novara Ovest sulla Torino-Milano.

©2004 Walter Scandaluzzi