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| L'attrezzatura
per lo spinning in torrente
Testo e foto di Luca
Montanari
La
pesca alla trota in torrente è considerata un'alternativa
scomoda per il pescatore a spinning di pianura, abituato
a pescare bass e lucci nelle acque del piano e spesso a
pochi chilometri da casa, dove si possono catturare pesci
di diversi chilogrammi senza necessariamente percorrere
lunghe distanze e affrontare impervi sentieri. Personalmente
amo la pesca dei grandi predatori di pianura, ma da circa
10 anni dedico molte delle mie uscite alle stupende Fario
dei torrenti appenninici, pescando a mosca, al tocco e sopratutto
a spinning. Ed è proprio quest'ultima tecnica quella
che preferisco, forse per la possibilità di selezionare
la taglia delle catture, forse per la spettacolarità
dell’azione di pesca, dall’attacco in diretta
alla dura lotta con la grossa trota... non so perché,
ma ritengo che sia una delle tecniche più affascinanti
e impegnative per il pescatore sportivo. La trota di torrente
non è un pesce particolarmente smaliziato e diffidente
verso le esche che gli vengono proposte, ma è assolutamente
uno dei più timorosi e sospettosi nei confronti dell'uomo.
Si può pescare con lenze sottilissime e la migliore
delle esche disponibili ma se ha avvertito l'avvicinarsi
del pescatore la Fario difficilmente attaccherà con
convinzione, specialmente se di grossa taglia. Una buona
attrezzatura è molto importante, ma lo è molto
di più il modo di affrontare la limpidezza del torrente
senza farsi scorgere dal Salmonide. Ho qui descritto quello
che serve al pescatore a spinning che non ha mai affrontato
il torrente e desidera rubare un po' di tempo a bass, lucci,
lucioperca e siluri per provare qualcosa di nuovo senza
incappare in un cappotto demoralizzante!
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CANNA
E' probabilmente l'attrezzo più importante e va scelto
con cura e senza fretta. Nei negozi sono disponibili tantissime
canne da spinning definite "da trota" perché
corte e leggere ma che purtroppo si rivelano inutili una
volta giunti sul torrente. Innanzi tutto una canna da torrente
non deve essere necessariamente corta ma deve essere scelta
in base ai luoghi dove intendiamo recarci. Le lunghezze
più utilizzate vanno dalle corte 5' (circa 1,50m)
per i microtorrenti infrascati fino alle 8' (circa 2,40m)
per i torrenti di fondovalle più ampi e per i bacini,
naturali o artificiali, che talvolta interrompono il normale
corso del torrente. Per iniziare conviene scegliere un attrezzo
sui 6' - 7' (circa 1,80m - 2,10m) in quanto ci permetterà
di affrontare al meglio buona parte delle situazioni. Una
canna molto corta ha il vantaggio di essere più maneggevole
e pratica nei piccoli torrenti con fitta vegetazione, è
relativamente meno visibile ai pesci e garantisce una ferrata
più pronta mentre una canna più lunga permette
di raggiungere distanze maggiori nel lancio, permette un
miglior controllo dell’artificiale e facilita il recupero
del pesce. In estate in particolare molti pescatori affrontano
il torrente di fondovalle con canne da ultraleggero di 5'
- 6', ma ciò è in parte sbagliato: se è
vero che quando c'è meno acqua si utilizzano più
di frequente piccoli artificiali di 1 - 4 grammi è
anche vero che una canna più lunga (diciamo sui 7'
- 7'6" ma di potenza adeguata alle esche) ci permette
di far lavorare l'esca dove vogliamo noi, riuscendo a farle
fare lo slalom tra i sassi affioranti che in primavera sono
sott'acqua e portarla nelle postazioni più interessanti,
oltre che a facilitare il recupero della trota e lanciare
a maggiore distanza i piccoli artificiali. Molta confusione
si è fatta sull'azione, sulla rapidità e sulla
potenza della canna da spinning alla trota e non è
per niente facile descrivere a parole le caratteristiche
che deve avere un buon attrezzo.
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La
canna ideale è ad azione parabolico-progressiva e
sensibilmente rapida: ciò significa che recuperando
un esca media (per esempio un Martin da 6 g) controcorrente
non deve piegarsi eccessivamente ma mantenere una buona
dose di sensibilità e potenza affinchè si
possa avvertire la toccata e ferrare energicamente. Diciamo
che una canna lenta (morbida) permette un miglior controllo
del pesce allamato ma penalizza sensibilmente la ferrata,
che giunge al pesce in ritardo e con poca potenza, e garantisce
una scarsa riserva di potenza nella lotta contro un grosso
pesce mentre una canna rapida (più rigida) penalizza
in parte il controllo sul recupero dei pesci di piccola
taglia ma favorisce di molto la ferrata, che giunge alla
trota tempestivamente e con potenza, garantisce inoltre
un'azione che permette di stancare il grosso salmonide e
impedirgli di andare dove desidera durante il combattimento.
La potenza deve essere comunque adeguata alle esche utilizzate
e spesso la grammatura di lancio indicata non rappresenta
il reale campo di utilizzo. In linea di massima molte canne
recano impressa una fascia di grammature che è generalmente
il doppio di quella realmente utilizzabile in torrente (come
azione di pesca, non come lanciabilità): per esempio
una canna con impressa la fascia "10 - 30 g" sarà
quasi sicuramente adatta al lancio a lunga distanza di esche
tra i 10 e i 30 g ma si rivelerà probabilmente utile
solo nel recupero di esche tra i 5 e i 15 g circa in quanto
chi calcola il campo d'azione si basa unicamente sul lancio
e non tiene conto del tipo di esca utilizzata e del suo
comportamento in corrente. Una canna del genere darà
quindi il massimo con esche dai 10 ai 15 g: esche più
piccole saranno lanciate a distanza minore e quelle più
grandi offriranno troppa resistenza nel recupero controcorrente.
Sul mercato si possono trovare attrezzi economici in fibra
di vetro del costo di 20 - 30 Euro fino alle canne in grafite
ad altissimo modulo con prezzi di 150 - 400 Euro: per iniziare
non occorre comprare un attrezzo costoso, specifico e estremamente
delicato per pescare in torrente, dove è teoricamente
possibile cadere spesso se non si è abituati a camminare
sui sassi e guadare un fiume, tuttavia conviene spendere
qualcosa di più di 50 Euro per avere un attrezzo
con le caratteristiche sopracitate. Nella scelta si dimostrano
molto importanti anche due particolari come il portamulinello
che va scelto resistente, costruito con un buon materiale
inossidabile, comodo e preferibilmente del tipo a vite e
gli anelli scorrifilo che, per garantire una lunga vita
alla lenza, è preferibile scegliere tra i modelli
realizzati in carburo di silicio (SIC) o a base di titanio.
Questi ci permetteranno inoltre di utilizzare fili fusi
o trecciati senza che questi scalfiscano gli stessi anelli.
L'impugnatura può essere più o meno lunga,
in sughero o in neoprene, con elementi in metallo, legno,
grafite o plastica, ma queste sono scelte personali e non
influenzano l'azione di pesca. Può tornare utile
un piccolo anello di metallo poco sopra l'impugnatura dove
poter agganciare l'artificiale durante gli spostamenti.
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MULINELLO
Un
buon mulinello deve essere necessariamente robusto, affidabile
e garantire un imbobinamento del filo perfetto, senza causare
fastidiose parrucche e torcere su se stesso il filo nel
recupero. Ottime caratteristiche sono l'imbobinamento a
spire incrociate, il rullino scorrifilo anti-abrasione con
scanalatura e di diametro generoso, cuscinetti a sfere e
a rulli di ottima qualità e l'anti-ritorno infinito.
Molti sostengono che il mulinello per la pesca a spinning
in torrente deve essere necessariamente velocissimo (70
- 80 cm di filo per giro di manovella), il mio parere è
differente. Pescando la Fario in torrente ho evidenziato
una forte tendenza della trota a non allontanarsi mai troppo
dalla sua tana, ovvero dalla sua posizione, sia per inseguire
una preda trascinata dalla corrente che per scacciare un
intruso (come un altro pesce) e specialmente una grossa
Fario non si allontanerà mai troppo per inseguire
un'esca, soprattutto se questa si muove a forte velocità.
Oltretutto l'unica occasione dove risulterebbe utile avere
un recupero di 80 cm per giro è dove, pescando a
risalire, si è di fronte a una corrente molto molto
veloce e uniforme e si vuole pescare con i minnow. In una
situazione del genere ritengo che possa tornare più
utile un rotante pesante con cavalierino o un ondulante
pesante in quanto un minnow a parità di peso e capacità
di lavorare in profondità tende a essere più
facilmente trascinato dalla corrente perché di superficie
esterna maggiore rispetto agli altri due, senza contare
che in un luogo del genere può anche tornare utile
la pesca in trattenuta con un grosso rotante a paletta stretta.
In presenza di buche molto profonde, dove spesso si nascondono
gli esemplari più belli, è necessario tenere
l’esca sul fondo e recuperare molto lentamente, ecco
quindi che un mulinello più lento (55 - 65 cm di
filo per giro) fa al caso nostro e, se dotato di basso rapporto
di recupero, ci aiuterà anche nella lotta grazie
alla sua maggiore potenza. E' importante sottolineare che
un mulinello con rapporto di recupero alto (6,2 : 1) non
è necessariamente più veloce di uno con un
rapporto più basso (4,2 : 1), in quanto la velocità
di recupero per giro di manovella si calcola moltiplicando
il rapporto di recupero per la circonferenza media della
bobina (diametro medio per 3,14). Nella scelta sono importanti
anche i fattori peso e dimensione: un buon mulinello non
deve rinunciare a caratteristiche meccaniche e tecniche
importanti per soddisfare esigenze estetiche né deve
essere necessariamente leggero, si sente molto di meno un
mulinello di 300g equilibrato con la canna che uno da 200g
che non la equilibra e ne sposta il baricentro dal punto
ideale, ovvero dove teniamo l'indice impugnando la canna
correttamente. |
FILO
Come
già sottolineato la pesca a spinning della trota
non richiede fili capillari e invisibili, però trote
selvatiche e di una certa taglia tendono a insospettirsi
parecchio pescando in acque basse e limpide. Oltretutto
un filo sottile permette anche grossi vantaggi come la possibilità
di lanciare più lontano, di pescare più in
profondità e far muovere gli artificiali con più
naturalezza. Da qualche anno sono in commercio, oltre ai
classici monofili, filamenti in microfibre intrecciate tra
di loro (trecciati) o fuse insieme (superfili fusi). Rispetto
ai monofili possiedono minore percentuale di allungamento
(5% contro il 25% dei normali nylon), migliore resistenza
a trazione (3 volte maggiore) e abrasione, migliore sensibilità...
ma purtroppo sono anche più visibili (anche se si
può diminuire il diametro a parità di carico
di rottura) e hanno un costo piuttosto superiore (ma durano
più a lungo), inoltre scalfiscono i passanti delle
canne e i rullini scorrifilo dei mulinelli se non realizzati
in SiC o in titanio. Comunque sia il diametro da utilizzare
varia da 0,12mm (per i periodi estivi e pescando con artificiali
da ultraleggero) allo 0,22mm (per le acque velate e livelli
alti) per i monofili e da 0,04mm a 0,12mm per i multifili.
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ARTIFICIALI
Meritano
un discorso a parte, comunque ritengo utili in torrente:
CUCCHIAINI ROTANTI CON PALETTA INSERITA NEL CAVALIERINO,
dal n°0 al n°5 secondo i modelli e con palette più
o meno ampie a seconda della corrente (Mepps Aglia, M. Comet,
M. Long, Vibrax, Ilba, ...). CUCCHIAINI CON PALETTA INSERITA
SULL'ASSE (Martin da 1 a 15 grammi, ...). CUCCHIAINI ONDULANTI
da 3 a 15 grammi (Simplex Ardito, Mepps Cyclops, ...). MINNOW
GALLEGGIANTI E AFFONDANTI da 2 a 9 centimetri (Rapala, Brutto
Anatroccolo, Nils Master, Salmo, Abu, ...). ESCHE ALTERNATIVE
come cavallette finte e piccoli artificiali in silicone.
Tutte queste esche vanno comunque scelte in base alla profondità
e velocità della corrente per farle "lavorare"
in maniera corretta dove vogliamo noi. Il colore va scelto
in base alla limpidezza dell'acqua, alla profondità
e all'aggressività delle trote: colori naturali per
acque limpide e di fantasia per acque velate e pesci apatici,
utilizzate cucchiaini con palette argentate in condizioni
di scarsa luminosità e grandi profondità,
poi dorate, ramate e infine scure in acque basse e limpidissime.
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ATTREZZATURA
COMPLEMENTARE
MOSCHETTONI
CON GIRELLA, permettono di sostituire rapidamente l'artificiale
senza dover rifare il nodo, la girella impedisce che la
rotazione dell'artificiale faccia torcere il filo su se
stesso causando fastidiose parrucche. PINZA A BECCO, serve
per sganciare meglio e più in fretta l'esca dalla
bocca della trota, utile anche per schiacciare gli ardiglioni
degli ami quando si pesca in tratti no-kill, le migliori
sono dotate di cesoia alla base e altri accessori. GUADINO,
spesso non necessario ma utilissimo per salpare una grossa
trota, in alcune zone no-kill il suo utilizzo è vietato.
ANCORETTE E AMI SINGOLI con relativi anellini di collegamento
per sostituirli quando necessario o obbligatorio. FILO DI
SCORTA, almeno una bobina. MACCHINA FOTOGRAFICA, sostituisce
il cestino porta-pesci. STIVALI DI BUONA QUALITA', cosciali
e con suola antiscivolo, meglio chiodata anche se più
rumorosa. ABBIGLIAMENTO ADEGUATO alla stagione e alle condizioni
climatiche, da evitare colori troppo vistosi e appariscenti.
OCCHIALI CON LENTI POLARIZZATE che permettano di eliminare
il riflesso della superficie dell'acqua. LICENZA DI PESCA
e opportuni permessi.
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