Regione Sicilia, province di Catania e Messina. Nasce
dalla Serra di Baratta (1395 metri) nella porzione orientale
del Parco dei Nèbrodi. A Randazzo riceve le acque
del Fiume Flàscio e, pochi chilometri più
a valle, quelle del Torrente Roccella. Nel proseguo del
suo percorso verso il Mar Ionio è tutelato dall'istituzione
del Parco Fluviale dell'Alcàntara e per lunghi
tratti segna il confine tra le province di Catania e Messina.
Molto note e visitate per la loro spettacolare conformazione,
le Gole dell'Alcàntara sono state scavate dal fiume
su rocce laviche anticamente confluite nella vallata in
seguito ad un'abbondante eruzione del Vulcano di Mojo,
oggi inattivo. La conformazione del fiume varia notevolmente
con tratti larghi e correnti deboli e tratti ripidi con
correnti fortissime, cascate e piccoli laghetti chiamate
"Gurne", profonde fino 15 metri, che rendono
il paesaggio davvero unico. Da qualche anno i regimi idrici
sono calati, sopratutto in estate, ciononostante presenta
ancora oggi una buona portata d'acqua con tratti inaccessibili
all'uomo. L'Alcàntara è classificato come
"Acque da Salmonidi" dalla parte a monte nei
pressi di Randazzo fino alla parte finale del suo corso,
per pescarvi è sufficiente la sola Licenza in corso
di validità, non esistono tratti No-Kill ma all'interno
del Parco Fluviale i regolamenti ancora non chiari consigliano
il rilascio totale dei pesci con le dovute precauzioni.
E' importante invece sapere che nella zona delle sorgenti,
presso la località Floresta, vige il Divieto di
pesca in quanto Parco dei Nèdrodi. Il fiume è
facilmente individuabile e raggiungibile da qualsiasi
abitato che lo costeggia, a cominciare da Randazzo e poi
a scendere Moio, Castiglione, Francavilla, Gaggi, Calatabiano
e Naxos. 2010