Fiume Alcàntara


di Domenico Scavino

Regione Sicilia, province di Catania e Messina. Nasce dalla Serra di Baratta (1395 metri) nella porzione orientale del Parco dei Nèbrodi. A Randazzo riceve le acque del Fiume Flàscio e, pochi chilometri più a valle, quelle del Torrente Roccella. Nel proseguo del suo percorso verso il Mar Ionio è tutelato dall’istituzione del Parco Fluviale dell’Alcàntara e per lunghi tratti segna il confine tra le province di Catania e Messina. Molto note e visitate per la loro spettacolare conformazione, le Gole dell’Alcàntara sono state scavate dal fiume su rocce laviche anticamente confluite nella vallata in seguito ad un’abbondante eruzione del Vulcano di Mojo, oggi inattivo. La conformazione del fiume varia notevolmente con tratti larghi e correnti deboli e tratti ripidi con correnti fortissime, cascate e piccoli laghetti chiamate “Gurne”, profonde fino 15 metri, che rendono il paesaggio davvero unico. Da qualche anno i regimi idrici sono calati, sopratutto in estate, ciononostante presenta ancora oggi una buona portata d’acqua con tratti inaccessibili all’uomo. L’Alcàntara è classificato come “Acque da Salmonidi” dalla parte a monte nei pressi di Randazzo fino alla parte finale del suo corso, per pescarvi è sufficiente la sola Licenza in corso di validità, non esistono tratti No-Kill ma all’interno del Parco Fluviale i regolamenti ancora non chiari consigliano il rilascio totale dei pesci con le dovute precauzioni. E’ importante invece sapere che nella zona delle sorgenti, presso la località Floresta, vige il Divieto di pesca in quanto Parco dei Nèdrodi. Il fiume è facilmente individuabile e raggiungibile da qualsiasi abitato che lo costeggia, a cominciare da Randazzo e poi a scendere Moio, Castiglione, Francavilla, Gaggi, Calatabiano e Naxos. 2010

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